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Onde gravitazionali: si stringe il cerchio PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Giugno 2010 01:33

“Le prenderemo”. Luigi Stella, astronomo ordinario dell’INAF Osservatorio Astronomico di Roma non ha dubbi. “Le onde gravitazionali hanno i giorni contati”. Da 50 anni gli scienziati danno la caccia senza successo a questa inafferrabile radiazione, prevista nel 1916 dalla teoria della relatività generale di Albert Einsten, eppure mai direttamente osservata.

“Si tratta di onde diverse da quelle elettromagnetiche; vengono generate da grandi masse di materia che subiscono delle fortissime accelerazioni”, spiega Stella. “Sappiamo da tempo che esistono in virtù di una serie di osservazioni indirette che confermano con precisione le previsioni della teoria di Einstein.  Non siamo mai riusciti ad acciuffarle direttamente, ma sono là e presto riusciremo a intercettarle”.

La ricerca delle onde gravitazionali – increspature dello spazio-tempo che si propagano alla velocità della luce e spostano impercettibilmente la materia, come una barca che si muove sulla superficie dell’acqua – potrebbe essere vicino a un punto di svolta.

Sguinzagliato sulle orme delle onde gravitazionali (tra le altre cose) c’è il satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea, vero fiore all’occhiello per la ricerca scientifica italiana che ha realizzato uno dei due spettrometri a bordo, LFI (l’altro è HIFI) sotto la guida di Nazzareno Mandolesi dell’INAF-IASF di Bologna. Ebbene, come ribadito da una recente review sulla prestigiosa rivista Science, proprio sull’osservatorio Planck, lanciato nel 2009 per risalire all’alba del tempo, è riposta la massima fiducia di rilevare nel prossimo futuro tracce delle onde gravitazionali primordiali, quelle cioè generate dal grande scoppio, la creazione dell’Universo: il Big Bang.Nella frazione di un secondo, l’Universo si è accresciuto da un puntino a un’enorme bolla, 10^26 volte più grande. “Studiando la radiazione cosmica di fondo con l’impareggiabile sensibilità del satellite Planck dovremmo riuscire a trovare tracce delle onde gravitazionali generate da quell’incredibile accelerazione di materia.

Ma perché le onde gravitazionali sono così importanti? “È uno degli aspetti fondamentali della fisica moderna e rimane da confermare con la verifica sperimentale: la prova del nove che inseguiamo da mezzo secolo”, chiarisce Stella. “Non solo. Poter osservare direttamente queste perturbazioni dello spazio-tempo ci darebbe la chiave di accesso a informazioni attualmente off limits e allo studio di fenomeni straordinari e finora insondabili”.

 

 

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